Coding infanzia: cos’è e quali sono i concetti fondamentali

In un mondo caratterizzato dall’innovazione tecnologica è importante educare i bambini al pensiero computazionale, che si impara con una nuova e divertente disciplina, il coding infanzia. Il termine in inglese significa programmazione informatica. Il pensiero computazionale comprende l’insieme di processi che vengono attivati per risolvere un problema oppure superare un ostacolo in modo creativo.

Per pensare in maniera algoritmica, ovvero trovare una soluzione e svilupparla occorre insegnare ai bambini le tecniche del coding infanzia.

La formazione ai docenti sul coding infanzia offerta da PaLEoS

L’ente formativo PaLEoS, accreditato dal MIUR per la formazione dei docenti è leader nell’ambito del coding infanzia, le STEAM e la stampa 3D nella scuola.

Il coding infanzia è un approccio intuitivo, facilitato e visuale che si insegna ai bambini allo scopo di aumentare le competenze digitali. Apprendere le basi significa prepararli ad apprendere le basi della programmazione. Il lavoro di programmatore è piuttosto recente, perciò la programmazione fino a pochi anni fa non era argomento di studio nelle scuole.

Legge coding infanzia, materia per tutte le scuole

Il provvedimento legislativo Buona Scuola, ovvero la legge 107-2015 si è data l’obiettivo di migliorare le competenze delle studentesse e degli studenti, realizzando dei cambiamenti legati all’innovazione del sistema scolastico pubblico. Nell’ambito del provvedimento legislativo. Il Piano Nazionale Scuola Digitale, alla voce “Sviluppo delle competenze digitali” ha introdotto l’insegnamento del coding infanzia per tutte le scuole di ogni ordine e grado lo scorso dicembre.

Insegnare ai bimbi le basi del coding fin da piccoli è un ottimo metodo per prepararli ad un mondo caratterizzato dalla rivoluzione tecnologica, alla quale il mondo della scuola ha risposto introducendo una disciplina che è indispensabile per introdurli al mondo della programmazione informatica.

Storia e concetti del coding infanzia

Cosa è nello specifico questa disciplina che ora rientra tra le metodologie didattiche che devono acquisire gli aspiranti docenti per accedere al concorso ordinario?

La storia del coding infanzia ha un testo fondamentale dal titolo: “Mindstorms: Bambini, computers e creatività” scritto da Seymour Papert. Il pedagogista di origine sudafricana, classe 1926 è conosciuto per aver introdotto un linguaggio di programmazione chiamato LOGO. Questo strumento informatico aiuta i bambini a migliorare il modo di pensare e risolvere i problemi.

Il filosofo, matematico, logico e informatico ha una carriera di tutto rispetto. Negli anni dal 1958 al 1963 collabora con Jean Piaget presso l’istituto di epistemologia genetica di Ginevra, studiando le origini della conoscenza. Successivamente, partendo dalle teorie di Piaget sviluppa una teoria dell’apprendimento chiamata costruzionismo.

Secondo il costruzionismo di Papert la mente per apprendere ha bisogno non solo di teoria, ma soprattutto di pratica, e questo vale per qualsiasi età. Gli artefatti cognitivi sono strumenti che permettono l’apprendimento, attraverso la costruzione, lo smontaggio e la costruzione di materiali reali.

Questo concetto stravolge completamente il nozionismo dei vecchi metodi di insegnamento che si basavano sulla formazione attraverso l’accumulo di conoscenza. Il principio di Papert parte dall’idea che il bambino non è un vaso da riempire:

“Alcuni fra gli stadi più cruciali dello sviluppo mentale sono basati non sulla semplice acquisizione di nuove abilità, bensì sull’acquisizione di nuovi metodi amministrativi per usare ciò che già si conosce … poiché una mente non può crescere molto se si limita soltanto ad accumulare conoscenze, ma deve inventarsi anche i modi per poter sfruttare al meglio le conoscenze già possedute”.

In questa ottica la scuola, più che essere un luogo di acquisizione di conoscenza è un luogo di costruzione.

Il linguaggio di programmazione LOGO

Il computer è perciò uno strumento di supporto all’apprendimento e il LOGO è un linguaggio di programmazione comprensibile ai bambini che sviluppa la creatività. L’obiettivo di questo linguaggio di programmazione non è quello di formare futuri programmatori di computer, ma di utilizzare il computer per imparare.

E’ chiaro che il coding infanzia non si può basare sulle nozioni legate ai linguaggi di programmazione, infatti il percorso è basato su un approccio ludico, che permette di imparare giocando.

Per permettere ciò ai bimbi vengono sviluppate delle piattaforme per insegnare il coding infanzia.

Piattaforme per il coding infanzia

Le piattaforme per il coding infanzia sono diverse, una delle migliori si chiama Scratch ed è stata sviluppata nell’ambito del MIT Media Lab, un gruppo di ricerca nato dalla collaborazione tra il padre del costruzionismo Papert, che ha scritto moltissimi altri libri sul tema e il mitico proprietario della Lego, il danese Kirk Kristiansen.

Con Scratch è possibile creare giochi, storie interattive e animazioni che PaLEoS propone ai docenti.

Il programma Coding infanzia di PaLEoS propone corsi certificati e riconosciuti dal MIUR che forniscono ai docenti le skills per progettare attività per lo sviluppo del pensiero computazionale agli studenti e alle studentesse, sia su carta che con l’utilizzo di robot educativi.

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