Come diventare curatore fallimentare? Studi e pratica

Come diventare curatore fallimentare? Una figura molto richiesta negli ultimi anni proprio per andare a supportare quelle che sono le richieste di un giudice che attesta il fallimento di una azienda. Vediamo insieme il suo ruolo, le mansioni e soprattutto studi e pratica da svolgere.

Chi è un curatore fallimentare?

Nel momento in cui una azienda dichiara il suo fallimento con l’aiuto di un giudice, lo stesso deve nominare una figura professionale in grado di occuparsi di tutta la procedura – difficile e articolata – della liquidazione della società e di tutti i beni in essa contenuti. È proprio questo professionista del settore che dovrà studiare tutta quanta la situazione e di conseguenza verificare il patrimonio e l’economia in essere – piano di liquidazione e vendere tutti i beni all’asta per il recupero dei debiti.

Da questo si attua lo step successivo con il pagamento di tutti i debiti che sono ancora sospesi, soddisfare i creditori in attesa e pensare ai dipendenti. È in tutto e per tutto un pubblico ufficiale autorizzato, in quanto nominato direttamente da un giudice.

Come si diventa curatori fallimentari?

Ma per svolgere questo mestiere al meglio che cosa bisogna fare? Prima di tutto c’è un Albo apposito alla quale ci si deve iscrivere che è istituito dal Ministero della Giustizia con decreto legislativo del 2019. Non solo, la figura professionale deve anche avere determinati requisiti molto importanti non solo di formazione atta a portare avanti le sue mansioni ma anche in termini di onorabilità.

All’interno dell’atto sono compresi i soggetti che sono scelti da un giudice con mansioni di curatore – commissario giudiziale e liquidatore con legislatura e procedure che sono previste dal codice della crisi di insolvenza CCII come da volere del Ministero della Giustizia che esercita la sorveglianza e vigilanza di tale attività.

Requisiti, iscrizione all’albo e pratica

Come anticipato ci sono dei requisiti fondamentali che chi richiede di svolgere questo mestiere deve avere:

  • iscrizione all’Albo degli avvocati, dottori commercialisti, esperti contabili nonché consulenti del lavoro con studio professionale o libero professionista. In caso di persone di una unica società è dovere dei soci designare una sola persona che si possa occupare della professione
  • soggetti che hanno esercitato mansioni a carattere amministrativo, direzionale oppure di controllo di società per azioni e capitali, nonché cooperative.

Non possono ottenere la nomina persone che sono legate da unioni di fatto, matrimoni, dissesti di impresa e anche parentela sino al quarto grado.

La prima iscrizione all’Albo è data a soggetti che sono rientranti tra le categorie spiegate sopra che attestano con documentazione scritta di essere stati – negli ultimi quattro anni – curatori fallimentari, liquidatori giudiziali oppure commissari. È altresì indicato che le persone interessate a svolgere questa mansioni presentino anche una formazione e aggiornamento ogni massimo due anni.

Non solo, si parla infatti anche di requisiti di onorabilità che sono i seguenti:

  • Non bisogna essere soggetti dichiarati inabili o interdetti nell’operato
  • Non bisogna essere soggetti con una condanna o una pena tale che porta all’interdizione
  • Non bisogna essere soggetti sottoposti ad ogni ed eventuale misura di prevenzione che sono state richieste da una autorità giudiziaria
  • Non essere soggetti che sono stati condannati con una sentenza passata in giudicato  (pena, reclusione, penale – colposo – patrimoniale)
  • Non essere soggetti la quale sia stato imposto una sanzione disciplinare più grave di quella minima prevista.

Chi vuole svolgere questa mansione deve assolvere dei corsi di formazione atti e certificati:

  • Partecipazione ad un corso di formazione che non dovrà avere una durata inferiore alle 200 pre
  • Periodo di tirocinio che non dovrà essere inferiore ai sei mesi  presso un organismo certificato di curatori fallimentari che possano formare la persona con esercitazione pratica
  • Aggiornamento biennale di 40 ore minime su crisi di impresa e indebitamento.

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