Come aprire un mercatino dell’usato

Negli ultimi anni il settore del mercato dell’usato sta prendendo sempre più piede. Complice una crisi economica che porta a scegliere l’opzione più economica, ma non solo. In molti si ritrovano con oggetti, vestiti, arredamento e oggettistica di vario tipo accantonata in un angolo della casa, in magazzino o in garage. L’idea di rivendere ciò che non utilizziamo più non è solo quindi un modo per fare soldi, seppur non cifre esorbitanti. È anche un modo per liberarsi di ciò che ormai ha come unica funzione quella di occupare spazio, spazio che potrebbe essere impiegato in modi migliori. Ecco che quindi si cerca il mercatino dell’usato più vicino.

Anche una crescente consapevolezza verso l’ambiente che ci circonda ha contribuito a incentivare l’acquisto e la rivendita di merce usata. In una cultura estremamente consumistica come la nostra, dove i calzini si ricomprano piuttosto che essere rammendati come facevano le nonne, il riciclo è un atto quasi sovversivo. Chi si occupa di mercatini dell’usato spesso ha anche uno spiccato senso artistico che gli permette di reinventare e dare nuova vita a ciò che gli viene portato. Allo stesso modo, gli amanti del riciclo creativo e delle soluzioni per arredare e rinnovare gli ambienti a basso costo, trovano nei mercatini dell’usato dei validissimi alleati.

Come aprire un mercatino dell’usato

Ormai siete convinti che il mercato dell’usato è la vostra vocazione, e siete pronti a investire tempo, denaro ed energie in questo progetto. Perfetto! Il pianeta e tantissimi acquirenti vi ringraziano in anticipo! Ma da dove iniziare? Quali sono i primi passi da muovere verso la realizzazione di questo sogno? Ecco qualche indicazione per iniziare.

Innanzitutto, prima di qualsiasi altra azione, procuratevi un buon commercialista. Questa figura professionale è fondamentale per supportarvi durante tutto il vostro percorso come impresa. In più, iniziate costruendo una buona base sui social. Promozione, pubblicità e informazioni sui canali dedicati in modo da iniziare a creare una curiosità intorno ai vostri potenziali futuri clienti.

In secondo luogo, dovrete iniziare a pensare a quale ambito dedicarvi. Ci sono diversi mercati dell’usato di abbigliamento, sia per adulti che per bambini. Abbiamo già parlato di come aprire un negozio di abbigliamento senza errori qui. Altri sono specializzati in oggettistica varia, tra cui anche gioielli. In alternativa, potete optare per l’arredamento, il mobilio o gli oggetti comunque più grandi e “impegnativi”. In base a questa differenziazione dovrete calcolare lo spazio che vi servirà quale magazzino.

Iter burocratico

I tipi di possibile vendita nei mercati di seconda mano sono principalmente due: conto vendita e compravendita. Nel primo caso i clienti vi porteranno la merce da mettere in vendita. Solo dopo la vendita i guadagni verranno divisi, in percentuali preventivamente concordate, tra voi e il cliente. In questo modo non c’è alcun investimento iniziale, se non quello necessario ad aprire in primo luogo. La merce invenduta viene semplicemente restituita a chi ve l’ha portata, e la vostra funzione è quella di intermediario.

Per aprire un mercatino in conto vendita dovrete unicamente aprire la Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate. Dopodiché comunicare la vostra qualità di Agenzia d’Affari alla Camera di Commercio e l’inizio dell’attività al comune di pertinenza. Infine, andrà richiesto il il permesso per l’affissione della vostra insegna.

Nel secondo caso, ovvero quello del mercatino dell’usato tradizionale, la procedura è leggermente diversa. Questo perché “funzionerete” come un qualsiasi negozio di vendita al dettaglio. Acquisterete dai fornitori, sia all’ingrosso che privati, e rivenderete la merce. In questo eventualità, quindi, dovrete anche iscrivervi al Registro delle Imprese e regolarizzare la vostra posizione sia INAIL che INPS.

Alle spese per queste pratiche vanno aggiunte, ovviamente, quelle relative alla locazione. Affitti, lavori di ristrutturazione, allestimento, pratiche burocratiche legate alle utenze e così via.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *