Formazione a distanza ECM sulla Cannabis Terapeutica

Ci sono alcune professioni dove il concetto di long life learning è praticamente una parola chiave , una di queste professioni è quella del medico. Ovviamente anche la medicina si aggiorna, la ricerca fa ogni giorno passi da gigante, lo abbiamo visto con il covid in questi ultimi mesi, dove la scienza e la medicina sono stati in grado di mettere a punto un punto diversi vaccini in pochi mesi a fronte dei vecchi che richiedevano diversi anni di studi e di sperimentazioni. Il medico deve essere sempre aggiornato , qualsiasi sia l’ambito in cui opera. La formazione a distanza, soprattutto di questi tempi è una grande risorsa.

Formazione a distanza: normativa sull’uso della cannabis terapeutica

La professione medica come dicevamo, deve essere solo necessariamente in continuo aggiornamento, e non perché cambiano le cure, vengono messi a punto nuovi farmac i, ma cambiano anche le normative, come è accaduto nel caso dell’utilizzo della cannabis a scopo terapeutico. Il testo Unico sulle droghe 309 del 1990 , infatti, prevede che la sostanza può essere coltivata dietro l’autorizzazione di un organismo nazionale ad hoc.

Dal 2007, inoltre, si possono importare alcuni farmaci a base di sostanze attive vegetali, quali, appunto, la cannabis.

In seguito a un accordo tra Ministero della Salute e Difesa, dal settembre 2014, le infiorescenze e le preparazioni galeniche possono essere prodotte anche dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico militare di Firenze . Dal 2015 può quindi essere prescritta la cannabis a uso medico limitatamente al trattamento del dolore cronico ea quello associato a sclerosi multipla, e altre patologie gravi.

Dal 2019, invece, la Commissione Nazionale per la Formazione continua ha inserito l’utilizzo della cannabis tra le tematiche di interesse nazionale per la formazione in sanità.

Nel corso degli anni solo pochissimi medici hanno prescritto la cannabis terapeutica, in buona parte perché non conoscevano bene la normativa e nemmeno il prodotto. Il pregiudizio, nelle altre casistiche, ha prevalso sull’approccio oggettivo. Ecco perché la formazione è fondamentale.

Formarsi su nuovi argomenti, aggiornarsi, conoscere, non è solo una questione di prestigio, ma è soprattutto un accomodarsi di più in gioco. Oggi guadagnare la fiducia dei propri pazienti è sempre più complicato. Purtroppo, tra fake news e una comunicazione scientifica verso gli utenti completamente sbagliata, si è aperto un solco tra paziente e medico.

Conoscere significa quindi anche saper trovare il giusto canale per un corretto approccio con chi ha bisogno, prima di tutto, di fidarsi.

Formazione online con cannabiscienza.it

La conoscenza di cannabis nella medicina e del sistema Endocannabinoide , oggi rappresenta un valido strumento a disposizione del medico per affrontare i sintomi di una lunga serie di patologie psicosomatiche, neurodegenerative e metaboliche.

Per approfondire le proprie conoscenze sulla materia inerente terapie con Cannabisci, si può accedere al gratuito di Orientamento allo Studio parlando con un informatore scientifico della Società.

Basta semplicemente compilare il modulo e in 2 giorni lavorativi informato unre scientifico ti contatterà per indirizzarti al percorso formativo più adatto alle tue esigenze.

Patologie trattabili con la cannabis

Infine, diamo uno sguardo panoramico a quelle che sono le diverse patologie che possono trarre beneficio dall’utilizzo della cannabis terapeutica.

La cannabis può trattare un’ampia gamma di patologie infiammatorie e neurologiche. Quelle che esamineremo sono le patologie la cui terapia a base di cannabis è rimborsabile dal SSN e quelle per cui esistono evidenze scientifiche che ne supportano tale utilizzo terapeutico.

  • Sclerosi multipla, lesione al midollo spinale;
  • Dolore cronico, neurogeno;
  • Nausea, vomito per effetto anticinetosico e antiemetico della chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV;
  • Pressione intraoculare;
  • Movimenti volontari del corpo e del viso;
  • Patologia delle ossa;
  • Patologie gastroinfiammatorie;
  • Malattie oncologiche;
  • Pazienti psichiatrici.

Il Ministero, tuttavia, riferisce che l’uso medico della cannabis non può essere considerato una terapia vera e, bensì u trattamento sintomatico.

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