Chi ottiene un alto punteggio del quoziente intellettivo può essere considerato più intelligente?

I test per misurare il QI sono veramente molto numerosi, insieme ai test per la personalità sono sicuramente quelli più diffusi, ma sono veramente attendibili? Vorresti provare, ma hai paura del risultato? Intanto, segui le nostre dritte: scegli siti attendibili, di comprovata affidabilità, ricorda che, se riporti un punteggio basso, potresti non aver capito perfettamente quale sia la cifra di interpretazione delle domande, i quesiti sono sostanzialmente test di logica, quindi, bisogna entrare nel meccanismo e capire come procedere. Vi consigli di utilizzare sempre un test qi ufficiale Mensa in modo da essere sicuri che il risultato ottenuto sia il più attendibile possibile.

Fatta questa premessa, puoi tranquillamente cimentarti in una sfida, potresti scoprire di avere un Q.I. uguale a quello di Einstein. Se riportassi un risultato alto come dovresti interpretare una simile performance? Indubbiamente, un Q.I. elevato può rappresentare una carta da giocare nel mondo del lavoro. Avere un quoziente intellettivo di un certo livello permette di risolvere molti problemi che per altri appaiono di estrema complessità e questo rende veramente semplice svolgere compiti di una certa rilevanza che vengono remunerati con ottimi stipendi, inoltre avere abilità in ambito logico-matematico aiuta a organizzare meglio la vita, anche se questo non è sempre vero, dal momento che alcuni sostengono che il disordine e la disorganizzazione nella vita pratica siano indizio sicuro di genialità. Allora? Come orientarsi nei complessi meandri della misurazione dell’intelligenza e, soprattutto, è veramente importante sottoporre a un test le nostre facoltà intellettive?

Siamo veramente più intelligenti se superiamo un test del QI con un altissimo punteggio?

E’ opinione comune che un QI più alto significhi avere una marcia in più, essere superdotati e poter quindi ambire a ricevere il riconoscimento comune di tale superiorità. Non è possibile negare che riuscire a risolvere brillantemente quesiti di complessità crescente e riportare un punteggio finale elevato indichi il possesso di doti non comuni e questa caratteristica desta particolare interesse se a riportare simili risultati sono ragazzi ancora in tenera età come Nishi Uggalle la quale, a soli 12 anni, è riuscita a sbaragliare tutti i rivali in un Genius show per bambini. Nishi Uggalle non è una ragazzina con un quoziente intellettivo comune, addirittura sembra che il punteggio riportato sia superiore a quello di Einstein.

Nishi è già un fenomeno mediatico, quindi, si potrebbe affermare che a prescindere dall’intelligenza, sicuramente, il successo è garantito.  Quale procedimento è stato adottato per stabilire che Nishi è più intelligente di Einstein? Partiamo dal presupposto che i mezzi utilizzati per misurare il QI di Einstein erano sicuramente meno precisi di quelli attuali, quindi, è evidente che non è possibile effettuare un paragone assolutamente probante, in quanto i metodi di misurazione utilizzati sono completamente diversi per cui non si può affermare che ci sia qualcuno che l’abbia realmente superato.

Il punteggio di 160 che gli è stato attribuito può essere considerato alla stregua di una stima approssimativa rapportata a quello che viene considerato il punteggio più elevato per determinati tipi di test che combinano problem solving, test di logica e calcoli matematici e statistici. In questo particolare caso, poi, il calcolo assume maggiore rilievo se rapportato all’età anagrafica, in quanto Nishi Uggalle non ha le capacità che hanno i ragazzi alla sua età ma quelle di persone molto più grandi, per cui la sua intelligenza superiore alla media è sorprendente anche per questo.

E chi riporta un punteggio basso?

In base alla premessa fatta, chi ha superato un test del QI elevato è intelligente, cosa succede, invece, a chi non raggiunge neanche lontanamente il punteggio medio, vale a dire l’indicatore di un’intelligenza senza né infamia né lode? Non raggiungere le vette dell’ingegno significa avere irrimediabilmente scarse doti e, di conseguenza, non poter aspirare al successo e a una posizione lavorativa di rilievo?

Per fortuna, rispetto a qualche tempo fa, il mondo scientifico ha acquisito il concetto che l’intelligenza non è un concetto da inquadrare in rigidi schemi e punteggi quantitativi, ma ha una dimensione qualitativa, per cui ci sono aspetti che non possono essere misurati, come la capacità di recepire e veicolare le emozioni, in modo da risolvere situazioni di vario tipo. Non si tratta del classico approccio del problem solving matematico, ma di un modo di procedere diverso che non è possibile quantificare attraverso metodi di misurazione standard.

Per cui, se è vero che chi supera brillantemente tutti gli step dei test è sicuramente in possesso di un livello intellettivo elevato, è altrettanto vero che chi non riesce a risolvere i quesiti può essere geniale in altri ambiti. Il problema vero è che, sebbene ci sia un unanime riconoscimento da parte del mondo scientifico della multiformità dell’intelligenza, mancano ancora test di intelligenza flessibili e adattabili alle singole intelligenze, per questo i risultati sono attendibili solo in parte.

In attesa del test che misuri tutte le intelligenze

A questo punto, cimentiamoci pure nella sfida, mettiamoci alla prova con il QI senza paura perché tutto è relativo e non a caso Einstein è il padre della teoria della relatività. Non dobbiamo dimenticare poi che i test per misurare l’intelligenza sono veri e propri esercizi che ci consentono di potenziare le capacità di ragionamento e affinare la nostra abilità nell’individuare relazioni logiche, quindi, l’intelligenza è una dote, ma è anche uno strumento estremamente duttile che si può perfezionare.

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