Studiare lettere classiche: serve davvero?

Studiare lettere classiche sembra affascinante. Molti studenti delle scuole superiori sognano di iniziare un corso di laurea in tale disciplina. Tuttavia, ci sono anche quelli che temono che studiare lettere classiche non porti a nessuno sbocco lavorativo. Hanno ragione di temere? Alcuni professori incoraggiano i propri alunni ad approfondire le materie umanistiche dicendo loro che hanno del talento. Ma, spesso, spiegano che, al giorno d’oggi, nel nostro paese, con la laurea in lettere classiche non si sopravvive al mondo del lavoro. Comunque, per quanti pessimisti ci sono, esistono altrettanti ottimisti che sostengono il grande valore di questo percorso di studi. Che fare, dunque? Studiare lettere classiche o scegliere un’altra carriera universitaria? Cerchiamo di analizzare la questione e rispondere a questa annosa questione.

Perché studiare lettere classiche

Studiare lettere classiche equivale a studiare il greco. Naturalmente, si parla del greco antico, non di quello parlato oggi ad Atene. Gli studenti diplomati al liceo classico sanno bene cosa comporti lo studio di questa lingua: verbi, tantissimi verbi, modi e tempi, coniugazioni, declinazioni, verbi irregolari. Di solito, il greco, o lo si ama o lo si odia. Non esiste una via di mezzo. Il greco può costringere gli studenti a restare un pomeriggio intero su una frase da tradurre, può comportare mal di testa e bruttissimi voti, ma è anche vero che è una materia affascinante come poche.

Si dice che il greco si presti bene a chi ama la fisica, la logica e la matematica. Del resto, si tratta di una materia a cui approcciarsi in modo quasi scientifico. Quando si studia o si traduce il greco non si può scordarsi nessun dettaglio, non si deve tralasciare nessun aspetto, non si può essere evasivi o andare a braccio. Il greco è calcolo. Come le reazioni chimiche o le funzioni matematiche: non esiste un più o meno; hanno tutte un risultato preciso. E per raggiungerlo, occorre fare i conti corretti, non si può sbagliare. Inoltre, proprio come le reazioni chimiche, il greco insegna ad anticipare il risultato, come la matematica, insegna ad ipotizzare l’imprevedibile. In poche parole: insegna a reagire al mondo imprevisto. Per questo, molti insegnanti dicono che insegnare matematica al liceo classico li riempie di soddisfazioni.

Studiare la letteratura greca

Il corso di laurea in lettere classiche vuole mantenere questo spirito del greco antico. Insegna ad essere curiosi, a destreggiarsi tra mille difficoltà, a mantenere la calma e a pensare l’impensabile. In questo corso si studia con attenzione la lingua greca, la sua grammatica, la si smonta e la si rimonta. In piccoli pezzi, allo stesso modo di come si scompongono i numeri. Ma non si tralascia nemmeno la letteratura in lingua greca.

La letteratura greca è la figlia del greco. Non ci sarebbe letteratura senza la lingua greca. Lo studio della letteratura, che si affronta nelle facoltà di lettere classiche, non è nulla senza l’esame della lingua. Per questo, occorre studiare lo stile degli autori, per comprendere la loro variabilità, per conoscere i pensieri che scorrevano dietro le loro parole. Perché in greco, le parole sono come i numeri: hanno uno scopo e una motivazione precisa per esserci, non sono disposte con libertà di scelta.

Ecco, studiare lettere classiche è tutto questo insieme. Conti, perfezione, precisione, cultura, letteratura, curiosità, fascino, memoria. Ma per farlo bene occorre pazienza: il giovane studente di greco non si accorge di tenere in un libro le radici del pensiero umano e la previsione dell’imprevedibile. Serve anche la velocità, perché le nozioni da sapere sono molte. Per questo, può essere utile leggere il nostro articolo su come studiare bene e velocemente sia al liceo che all’università.

 

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